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Il sipario delle riforme

Creato Mercoledì, 03 Dicembre 2014 16:47

Il sipario delle riforme

L'arrivo a Potenza nel 1881 di Re Umberto I porto' all'inaugurazione del Teatro Francesco Stabile che ha..

..rappresentato, sin da allora, il luogo di eccellenza della cultura e dello spettacolo in Basilicata. Prendendo spunto da questo "regale" riconoscimento, il consigliere PACE ha presentato in Consiglio regionale un emendamento alla legge regionale dello spettacolo, riconoscendo al Teatro Stabile il ruolo di bene monumentale e patrimonio culturale non solo della città di Potenza ma dell'intera Regione. Grazie alla sua valenza storica e alla sua posizione "centrica", il Teatro Stabile ha da sempre rappresentato un bene collettivo per la cittadinanza potentina tale da eleggerlo a fulcro culturale e storico della Basilicata. L'obiettivo dell'emendamento è proprio quello di riconoscerlo come Teatro Storico Regionale. La valorizzazione dei patrimoni storico-culturali deve esser lo spunto per riflettere anche su come sfruttare al meglio i beni immobiliari istituzionali in dotazione della Regione Basilicata ma non utilizzati. Esempio ne è l'edificio dell'ex Dipartimento regionale dell'Agricoltura, già oggetto di precedente interrogazione, ormai da tempo abbandonato e sul quale è necessario immaginare un progetto di riqualificazione della struttura anche attraverso l'impiego di sistemi alternativi di sfruttamento e di risparmio energetico. Il fine pertanto è quello di rendere l'edificio funzionale ed operativo nel rispetto degli standard energetici ed innovativi; ciò consentirebbe sicuramente all'amministrazione regionale di sfruttare al meglio la struttura e razionalizzarne le spese. Un ulteriore ragionamento va fatto sulla proposta nazionale di emendamento inerente la riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche con riferimento alla figura dei Segretari Comunali. I consiglieri regionali Pace e Pietrantuono, firmatari di una mozione sulla prevista abolizione dei Segretari Comunali, revisionando le norme proposte dal Governo, propongono non l'abolizione bensì la riforma della figura del Segretario Comunale e del relativo ruolo quale garante della legalità, della corretta gestione, dell'efficienza e del coordinamento dell'azione amministrativa. La scomparsa di tale figura lascerebbe un vuoto istituzionale per gli enti locali i quali perderebbero il riferimento dell'Amministrazione eletta in possesso di quelle competenze professionali a garanzia e tutela del corretto funzionamento della macchina pubblica.