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Teoria del Gender, Pace, Mollica e Napoli replicano al segretario del PD

Stop Gender

Riteniamo Antonio Luongo un uomo di talento, di evidente esperienza e di mediazione (dote indispensabile alla politica), oltre che un interlocutore prezioso per una politica alla ricerca di confronto e di dialogo. Questo giudizio è la precondizione di una sorpresa; della meraviglia nel leggere di legittime prese di posizione ideologiche in un partito democratico che avevamo dimenticato radicato

in una appartenenza ad una sinistra abiurata. Poi abbiamo riflettuto sulla appartenenza al PSE, alla marginanalizzazione delle anime cattolico-democratiche ed alla “Basilicata rossa”. Il Pd è anche questo. Eppure non basta a giustificare una presa di posizione tanto radicale su una mozione che presupponeva un voto di coscienza, che esiste in Palamento (ed a volte è invocata) ma non crediamo sia vietata anche ai consiglieri regionali. Il coraggio è una delle caratteristiche che riconosciamo al segretario del PD, nella stessa misura che abbiamo rilevato nel voto degli amici Achille Spada, Luigi Bradascio e Carmine Castelgrande. A loro va una solidarietà imbarazzata: segno di un tempo in cui anche i partiti plurali debbono ricercare nuove virtuose pratiche di confronto e di condivisione. La mozione che abbiamo approvato è giusta, rappresenta un in idem sentire dei lucani. È quella che si definisce una “battaglia di popolo” per cui vale la pena schierarsi, trasversalmente, a difesa di valori e principi che consideriamo non negoziabili. La teoria del gender è una strisciante richiesta di stravolgimento del diritto naturale e noi abbiamo inteso la nostra azione quale difesa coerente delle costituzionali prerogative della famiglia (art 29 cost.) e del diritto/dovere educativo dei genitori (art 30 cost). Nulla di più normale dalle nostre parti e nulla di più scontato che un segretario di sinistra si opponga ideologicamente alla nostra posizione. Non scontata la richiesta di revoca di un sostegno convinto ad uomini delle istituzioni che, anche in un tempo di partiti deboli, di corpi intermedi scarsamente rappresentativi, sviluppano una azione in coerenza con il mandato ricevuto. Non entriamo nella scelta dei firmatari che conosciamo per le qualità umane e politiche e che consideriamo interlocutori preziosi ed arricchenti. Rileviamo un clima di intolleranza che non abbiamo alimentato e che la politica deve rifuggire, nel solco dell’insegnamento di Antonio Luongo al quale rivolgiamo l’invito ad un confronto sui temi oggetto della mozione, sulla ricaduta educativa nel contesto scolastico e sulla competenza regionale a fare propria una discussione che anima, a tutti i livelli, istituzioni, intellettuali, scienziati. Noi continueremo un percorso a tutela di ciò in cui crediamo, non arretriamo di un millimetro, non privandoci, al tempo stesso, di chi vorrà incrociare i suoi passi ad i nostri e non rinunciando ad un confronto prezioso con chi ha opinioni e valori differenti dai nostri. È la democrazia, è la storia migliore della Basilicata. I Consiglieri regionali, Aurelio Pace, Franco Mollica e Michele Napoli

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