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Congresso statutario PPE: Aurelio Pace, un'Europa pensata per garantire benessere ai suoi cittadini

Congresso statutario PPE: Aurelio Pace, un'Europa pensata per garantire benessere ai suoi cittadini 

Nei giorni 21 e 22 ottobre 2015 si è tenuto a Madrid il Congresso Statutario 2015 del PPE (Partito Popolare Europeo), con la partecipazione di numerosi leader politici europei e non solo. Il Consigliere

regionale di Basilicata Avv. Aurelio Pace è stato l'unico lucano presente al Congresso. Raccogliamo, dunque, una sua testimonianza utile ad illustrare la futura linea politica ed amministrativa del Partito Popolare Europeo (PPE). Questo Congresso Statutario, convocato anche per apportare modifiche allo Statuto, ci fornisce sostanzialmente due nozioni principali: 1) L'Europa che nasce con Adenauer, De Gasperi, Schuman ed altri "leader visionari" (I Padri fondatori della UE), è pensata con sei Nazioni fondanti. Pensata anzitutto per superare il tema della guerra, difatti dalla fondazione dell'Europa non c'è guerra. E questo primo tema è fondamentale; 2) Seconda nozione fortemente dibattuta al Congresso è quella del benessere, tema fondamentale e fondante. Un'Europa pensata per garantire benessere ai suoi abitanti. Se mi consentite di raccontare un piccolo aneddoto riguardante un intervento di Mariano Rajoy (Presidente di Governo della Spagna), quando dice: "mio nonno mi ha regalato la libertà, mio padre il benessere, adesso tocca a me, rispetto alle generazioni future, di conservare libertà e benessere e garantire l'integrazione culturale" Questa affermazione credo che ben sintetizzi i due temi sopraelencati. Anche il primo e fondamentale messaggio di Nicolas Sarkozy, ex Presidente della Repubblica francese fino al 2012 e leader del PPE, fortissimo e credo il discorso più straordinario del Congresso, riguarda questi temi: "l'Europa cambi, oppure gli estremismi cambieranno l'Europa, a quel punto avremmo costruito un'Europa che non vogliamo". E' necessario, quindi, cambiare. Un'Europa nata con sei Nazioni ed oggi arrivata a quota ventotto, non può certamente essere regolata allo stesso modo degli inizi, poiché oggi entrano dei Paesi che hanno bisogno di sviluppo e progresso economico, e devono essere accolti adeguatamente. Anche la pressione che abbiamo ai confini dell'Europa ci pone una fortissima responsabilità, ed è con questa consapevolezza che il PPE ha intenzione di scegliere la migliore politica presente e futura per garantire i popoli d'Europa e tutelare l'Europa stessa dagli eccessi degli estremismi. Temi che così precisamente convergono anche nell'intervento del Premier tedesco Angela Merkel, accolta con un'ovazione. E' evidente il suo ruolo da leader europea anche all'interno del Congresso, tanto da percepire quasi la sua presenza come "padrona di casa". Lo stesso discorso di Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione europea dal 1º novembre 2014, è sembrato meno riuscito dal punto di vista della partecipazione dei delegati rispetto a quello della Merkel, nonostante il suo spessore politico ed il suo ruolo istituzionale all'interno dell'Europa. Alaksandar Milinkievič, Capo della Delegazione della Bielorussia, per intenderci colui che si contrappone a Aleksandr Lukašenko, esprime un concetto fondamentale: "ricordatevi voi latini - in modo particolare rivolgendosi ai Delegati Spagnoli ed Italiani - che l'Impero Romano termina nel momento in cui non riesce a controllare più i suoi confini". Consapevolezza, dunque, che il fenomeno migratorio incontrollato può minare alla radice l'Europa. Ed ecco che la Merkel interpreta la politica del Partito Popolare Europeo, conservando tradizioni e cultura europee, quindi "accogliere ma a precise condizioni". La Merkel afferma "noi accogliamo, ma quando lo facciamo è perchè sappiamo di poter accogliere, assolutamente non accogliamo tutti senza alcun criterio". Questo nell'Assemblea plenaria. In un Seminario collaterale, un Rappresentante greco fornisce la sua chiave di lettura sul tema immigrazione: "è irresponsabile aprire a chi già sai di non poter accogliere, immaginare inoltre di fare politica con i paesi frontalieri, subendo una serie di ricatti (es. Turchia: io sono la porta dell'Europa, dunque è necessario che vi adeguiate ai nostri diktat), è proprio il sistema sbagliato e non è possibile regolamentare a queste condizioni l'ingresso di nuove nazioni in Europa". Sotto certi aspetti, all'interno del PPE spaventa molto il tema dell'immigrazione come il tema del populismo. E' evidente che in Europa molti leader si chiedano come mai in Italia crescano due movimenti fondamentalmente di populismo: La Lega con Salvini ed il M5S con Grillo. Non un solo movimento populista come in Francia per esempio, ma ben due che, se sommati, potrebbero sfiorare anche il 40% alle prossime elezioni politiche. Ecco che a questo punto è possibile fare delle valutazioni sulla qualità dell'offerta politica italiana, ed è importante evitare che continui ad essere messa in discussione dall'Europa. Già primo Vicepresidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (sito) è stato eletto a Madrid Vicepresidente del Partito Popolare Europeo. Antonio Tajani, cofondatore di Forza Italia ed ex-Vicepresidente della Commissione europea, ha ottenuto al Congresso del PPE 408 voti su 606. Secondo Tajani, uomo di grande equilibrio e molto stimato, questa sarebbe la conferma che "Forza Italia ha fatto tanto per l'Europa negli anni passati" e che "l'Italia comunque conta nel PPE". Una nota positiva e che ci rende ottimisti e desiderosi di fare. Per me questo Congresso è stato un momento di grande crescita, un balcone sul mondo che mi ha permesso di guardare all'Europa attraverso la grande porta del PPE, primo partito in Europa. Altro tema affrontato è stato quello della governabilità degli Stati laddove il PPE non detiene la maggioranza assoluta, quindi come rapportarsi con i movimenti anti-Euro. A questo punto è fondamentale improntare la discussione sui risultati economici che il PPE ha prodotto negli Stati dove governa. Prendiamo ad esempio la Spagna, Nazione che ci ha ospitato per questo Congresso. Con Rajoy si rimedia ai danni dello "Zapaterismo", recuperando le macerie di quella situazione, ripartendo, con l'aiuto dei fondi europei, con infrastrutture di altissimo livello, portando più di 500.000 nuovi posti di lavoro ed una crescita tripla rispetto ad altre Nazioni europee. Una Spagna in forte crescita e di altissimo livello, non a caso il Congresso si è svolto a Madrid, dove appunto il PPE ha registrato questi risultati entusiasmanti e prossimamente si andrà al voto. L'Europa sulla situazione economica, soprattutto stando alle relazioni presentate dai Capi di Stato dei Paesi più ad Est, vuole attraverso il PPE la condivisione di regole comuni, senza dimenticare, però, di agevolare quelle Nazioni che per tutta una serie di ragioni hanno ancora necessità di crescere e di trovare piena stabilità. Il PPE propone, quindi, una politica economica flessibile ed elastica, non monolitica come vorrebbero le sinistre. Nessun baratto neanche sulle radici cristiane dell'Europa, perché da queste radici discendono le politiche Europee che hanno portato alla pace ed al benessere. Sommessamente devo però dire che l'Italia non ha avuto un ruolo da leader durante questo Congresso, ciò può derivare dalla mancanza di un capofila in grado di raccogliere attorno a sé consenso nazionale ed internazionale, ma si può e si deve rimediare con una certa rapidità. Il messaggio ai Popolari italiani è di ragionare in maniera unita non solo in Europa ma anche e soprattutto nel proprio contesto nazionale, anche per evitare derive. Sono comunque molto fiducioso e ritengo che il mondo dei Popolari italiani sia uscito fortemente arricchito e motivato da questo Congresso e da tutti i Seminari di indirizzo politico ed amministrativo ai quali abbiamo partecipato.

L'Ufficio stampa P.P.I

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